A cosa serve la domotica?

Cosa può fare per te e quali problemi risolve la domotica?
Una descrizione completa di tutte le possibilità che la domotica ci offre è un’impresa impossibile, non soltanto perché le opzioni a nostra disposizione sono davvero moltissime, ma anche (e soprattutto) perché l’impianto domotico si evolve insieme a noi, seguendo le nostre necessità che cambiano nel tempo: potremmo addirittura dire che la domotica sa come risolvere i nostri problemi prima che questi si presentano.

In questo articolo parleremo dei casi più comuni di impiego dell’automazione per soddisfare le nostre esigenze, con esempi che ci faranno capire come “ragiona” il nostro impianto di domotica, in modo da imparare quello che ci serve per programmarlo e farlo obbedire ai nostri ordini.

Gli esempi che discuteremo qui sono relativi agli impianti di domotica Tecnodom, ma in realtà la logica che sta alla base delle automazioni dei vari produttori è fondamentalmente la stessa. Ovviamente utilizzeremo termini e concetti semplificati, per essere subito chiari e focalizzarci su quello che realmente possiamo fare.

Cosa sono e come funzionano gli EVENTI di un impianto di domotica?

Il funzionamento di un impianto di domotica è basato sugli EVENTI. Un evento è un’azione che avviene in un preciso istante a causa di un intervento: ad esempio, la “pressione di un pulsante” avviene a causa del nostro dito che poggia in un istante preciso sull’interruttore; lo “scadere di un timer” è un evento regolato dal passare del tempo (in questo caso, l’istante preciso è esattamente quando il timer ha finito di contare).

Ma un evento è anche, semplicemente, una domanda alla quale possiamo rispondere Sì o No, quindi è una condizione che può essere verificata o meno.
Semplice vero? Ad esempio, la condizione “è buio?” è verificata (quindi, possiamo rispondere Sì) quando abbiamo superato un certo orario (in inverno le 17.30) oppure quando il nostro sensore di luminosità ci dice che siamo sotto una certa soglia di luce e siamo obbligati ad accendere una lampadina.

Come agiscono gli EVENTI sull”impianto? 

Il nostro sistema di domotica quindi si pone sempre domande:

É buio? Fa caldo? É stata aperta una finestra? É stato premuto un pulsante? Sta piovendo?

Ognuna di queste domanda ha solo due possibili risposte. Quindi possiamo programmare la nostra casa semplicemente scegliendo cosa l’impianto deve fare quando la risposta è Sì e quando la risposta è No. Un esempio banalissimo è il pulsante della luce (che usiamo tutti i giorni). Il sistema di domotica si pone la domanda “É stato premuto il pulsante? ”. Possiamo programmare l’evento in modo che accenda la luce quando il pulsante è premuto (cioè alla risposta Sì):

Evento “É stato premuto il pulsante?”:  Risposta  (-> Accendi la luce); Risposta No (-> Nessuna azione).

Questa è una cosa semplicissima, ma il bello viene quando possiamo combinare le domande tra loro. Ad esempio, ecco una programmazione banale che a volte può farci risparmiare un po’ di soldi sulla bolletta:

Prima domanda Azione Seconda domanda Azione
E’ stato premuto il pulsante? SI Poni la seconda domanda E’ buio? SI Accendi la luce
E’ Buio? NO Niente
E’ stato premuto il pulsante? NO Niente

Che significato ha questa tabella? Il sistema si pone la prima domanda per verificare se è stato premuto il pulsante. Se il pulsante non è stato premuto, ovviamente non fa niente. Se invece abbiamo premuto il pulsante, non passa direttamente all’azione, ma si pone una seconda domanda: “è buio?”. Soltanto se anche la risposta a questa domanda è Sì, allora procede con l’accensione della luce, altrimenti non fa niente. Potremmo applicare questa logica a tutte le lampadine della casa, avremo sicuramente un piccolo risparmio sulla bolletta.

Questi due semplicissimi esempi ci mostrano il modello che dobbiamo seguire per capire cosa può fare il nostro sistema di domotica: se accade qualcosa, allora esegui un’azione. Tutto qui! Proviamo a immaginare qualche altra applicazione?

  • In estate vogliamo che la casa sia rinfrescata con aria naturale durante la sera? (naturalmente dobbiamo aver lasciato le finestre aperte… ma questo è solo un esempio): SE non sta piovendo E la temperatura in casa è alta ED è sera ALLORA alza tutte le tapparelle
  • Vogliamo abbassare automaticamente le tapparelle delle finestre aperte quando inizia a piovere? SE sta piovendo E tira molto vento E la finestra è aperta ALLORA abbassa la tapparella
  • Il sole fa capolino e c’è qualcuno nella stanza? Regola le luci automaticamente in base alla luce esterna: SE la luce esterna è debole E c’è qualcuno nella stanza ALLORA accendi o aumenta la luminosità delle lampadine

Come vediamo, possiamo sbizzarrirci con la fantasia per rendere la nostra casa sicura e confortevole (e a tratti anche divertente, perchè no?) Da questi semplici esempi abbiamo capito qual’è la base di tutto il funzionamento dell’automazione domotica. Ma come si fa praticamente a realizzare tutto questo? Prima di tutto, dobbiamo capire quali sono gli attori coinvolti in tutto il funzionamento.

Chi controlla e interpreta gli eventi?
Gli eventi sono interpretati da sensori o pulsanti, e in generale da qualsiasi apparecchio in grado di trasmettere un segnale. Facciamo una breve lista di esempio:

  • l’evento “un pulsante è stato premuto”, è ovviamente intepretato dal pulsante stesso (che invia il segnale al sistema di domotica);
  • l’evento “è sera” può essere intepretato dall’orologio (in inverno ci dice che è sera dalle 17.30 in poi, in estate dalle 20.30) oppure da un sensore di luminosità (è davvero sera quando la luce esterna scende sotto un certo livello)
  • l’evento “sta piovendo” è intepretato dal pluviometro che abbiamo in cortile
  • l’evento “la finestra è aperta” è intepretato da un contatto (di quelli che si utilizzano negli antifurti) messo sulla finestra.
  • l’evento “c’è qualcuno nella stanza” è interpretato dal sensore di presenza (volumetrico, infrarosso, ecc) utilizzato nei comunissimi antifurti domestici

Ogni cosa che può essere “misurata” con un apparecchio elettronico, può determinare un evento e quindi controllare un’azione dell’impianto di domotica.

Cosa sono le azioni?
Ora passiamo all’azione: dopo avere intepretato l’evento, chi si occupa di accendere la luce o abbassare la tapparella? I cosiddetti “moduli attuatori” sono responsabili del compimento vero e proprio dell’azione: se colleghiamo la lampadina al modulo attuarore, piuttosto che direttamente al pulsante, sarà il modulo a controllare il comportamento della lampadina (cioè decide se dargli corrente oppure no); allo stesso modo, collegando il motorino delle tapparelle, il movimento della tapparella sarà comandato dalla domotica invece che dal pulsante.

Riassumendo…
In sintesi, il sistema di domotica è composto di tre parti:

  1. ingressi (pulsanti, sensori ecc.) che determinano gli eventi.
  2. moduli che racchiudono tutta l’intelligenza e la memoria delle programmazioni, e ricevono i segnali dagli Ingressi e comandano le Uscite
  3. uscite, che eseguono le azioni desiderate tramite gli apparecchi adatti (la lampadina per far luce, il motorino per muovere la tapparella, il relè per accendere la caldaia, ecc)

Tutte le combinazioni che ci vengono in mente tra ingressi (eventi) e uscite, possono essere programmazioni dell’impianto di domotica. Quindi, come già dicevamo all’inizio di questo articolo, la domotica sa già come risolvere i nostri problemi: noi dobbiamo soltanto imparare a dirglielo in termini di eventi e azioni!

Se vuoi dettagli su quali eventi puoi controllare e quali azioni puoi eseguire, dai un’occhiata al nostro catalogo. Poi pensa alle tue necessità, e con un po’ di fantasia e creatività potrai trovare le soluzioni adatte a ogni tua esigenza. Se hai bisogno scrivici, ti risponderemo presto!

Per altri approfondimenti sul modello Condizioni/Azioni, puoi riferirti alla sigla IFTTT per cercarla su internet: è molto usato in molti ambiti della tecnologia e dell’informatica, magari in un prossimo articolo ne parleremo dettagliatamente.

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